Sezione FAQ

Marca temporale
Che cosa è?

La Marca Temporale è un servizio che permette di associare data e ora certe e legalmente valide a un documento informatico, consentendo quindi di associare una validazione temporale opponibile a terzi. (cfr. Art. 20, comma 3 Codice dell’Amministrazione Digitale Dlgs 82/2005).

La Marcatura Temporale può essere utilizzato sia su file non firmati digitalmente, garantendone una collocazione temporale certa e legalmente valida, sia su documenti informatici sui quali è stata apposta una Firma Digitale: in tal caso la Marca temporale attesterà che il documento aveva quella forma in quel preciso momento temporale.


Firma digitale
Firma debole". Di cosa si tratta? E' diversa dalla firma digitale?

L’ordinamento giuridico italiano prevede diverse tipologie di firma.

La sostanziale differenza fra firma elettronica - o firma debole - e firma digitale - o firma forte - è che la firma digitale non è ripudiabile in quanto stabilisce un rapporto univoco con l'identità del titolare mentre la firma elettronica non ha vincoli di adeguatezza degli strumenti e delle modalità operative ad un preciso standard.

La firma debole ha validità giuridica solo in alcuni ambiti (un ambito ristretto di utenti, ad esempio) e in certi contesti può essere liberamente valutabile dal giudice.


Cosa è?

La Firma Digitale è l'equivalente informatico di una tradizionale firma apposta su carta.

La sua funzione è quella di attestare la validità, la veridicità e la paternità di un documento, come una lettera, un atto, un messaggio o, in generale, qualunque file di dati (testo, immagini, musica, ecc.). Come tale, non va confusa con altri oggetti omofoni definiti genericamente "elettronici", come ad esempio la firma autografa scansionata e conservata come immagine.

La Firma Digitale è infatti il risultato di una procedura informatica basata su un sistema di codifica crittografica a chiavi asimmetriche (una pubblica e una privata), che consente:

  • la sottoscrizione di un documento informatico;
  • la verifica, da parte dei destinatari, dell'identità del soggetto firmatario;
  • la sicurezza della provenienza del documento;
  • la certezza che l'informazione contenuta nel documento non sia stata alterata.

Scia Comunale
Che cosa è?

La SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività - è una dichiarazione inviata esclusivamente in modalità telematica, che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva (artigianale, commerciale, industriale), senza dover più attendere i tempi e l’esecuzione di verifiche e controlli preliminari da parte degli enti competenti.

La SCIA, ai sensi dell’art. 19 della legge 241/90, produce infatti effetti immediati.


Attività soggette a scia comunale

Le principali attività produttive sottoposte a presentazione della SCIA sono:

  • Attività di acconciatore, estetista, esecutore di tatuaggi o piercing
  • Attività artigianali rientranti tra quelle di cui al Decreto Ministero della Sanità 5 settembre 1994
  • Vendita e somministrazione temporanea in aree private, da svolgere in occasione di eventi, iniziative
  • Apertura, subingresso e trasferimento dei locali di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande in esercizi quali bar, ristoranti etc.
  • Somministrazione di alimenti e bevande tramite mense, ristorazione collettiva nell’ambito di case di riposo, ospedali, scuole, caserme, comunità religiose
  • Somministrazione di alimenti e bevande nell’ambito di altre attività quali sale giochi, sale scommesse autorizzate ai sensi del TULPS (Testo unico leggi di pubblica sicurezza)
  • Somministrazione di alimenti e bevande nell’ambito di musei, teatri, sale da concerti
  • Somministrazione di alimenti e bevande al domicilio del consumatore
  • Somministrazione di alimenti e bevande nell’ambito di altre attività quali sale da ballo, locali notturni, stabilimenti balneari, impianti sportivi
  • Variazione della superficie degli esercizi pubblici di somministrazione alimenti e bevande
  • Sospensione/riapertura/cessazione degli esercizi pubblici di somministrazione alimenti e bevande
  • Modifica dei soggetti titolari dei requisiti professionali
  • Modifica dei locali o degli impianti
  • Modifica degli aspetti merceologici
  • Modifica del ciclo produttivo
  • Commercio al dettaglio in sede fissa
  • Commercio al dettaglio svolto tramite forme speciali (quali internet, corrispondenza, etc.)
  • Attività ricettive (alberghi, residenze turistico-alberghiere, affittacamere, bed & breakfast, case per ferie, etc.)
  • Attività di agriturismo
  • Attività di deposito
  • Commercio all’ingrosso nel settore alimentare
  • Attività di trasporto di prodotti alimentari
  • Commercio di prodotti agricoli e zootecnici, mangimi, prodotti di origine minerale e chimico industriali destinati all'alimentazione animale
  • Commercio di additivi e premiscele destinate all’alimentazione animale
  • Stabilimenti industriali
  • Attività artigianali in genere, compresi i laboratori di produzione, di trasformazione e/o confezionamento con/senza attività di vendita diretta al consumatore finale

Bilancio
La tassonomia XBRL

A partire dal 1° gennaio 2020 le tassonomie da adottare per il deposito dei bilanci d’esercizio e dei bilanci consolidati nel formato XBRL al Registro delle imprese sono le seguenti:

  • Attività iniziate il 1° gennaio 2016 o in data successiva - la tassonomia Principi Contabili Italiani 2018-11-04;
  • Attività prima del 1° gennaio 2016 o in data successiva - la tassonomia Principi Contabili Italiani 2015-12-14

Tutte le tassonomie diverse da quelle sopra indicate non sono più utilizzabili.


Tipologia di bilanci, casi comuni

Bilancio in forma ordinaria

Il Bilancio Ordinario (disciplinato dall'art. 2423 c.c.) è costituto da 4 sezioni:

  • Stato Patrimoniale
  • Conto Economico
  • Rendiconto Finanziario
  • Nota Integrativa

Il Rendiconto Finanziario si aggiunge allo Stato Patrimoniale, al Conto Economico e alla Nota Integrativa.

Bilancio in forma abbreviata

Il bilancio in forma abbreviata può essere redatto dalle società di capitali che nel primo esercizio o, successivamente, per i due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti (piccole imprese):

  1. Totale dell’attivo dello Stato Patrimoniale: € 4.400.000
  2. Ricavi delle vendite e delle prestazioni: € 8.800.000
  3. Dipendenti occupati in media durante esercizio: 50 unità

Il bilancio abbreviato è composto da:

  • Stato Patrimoniale
  • Conto Economico
  • Nota Integrativa

Le piccole imprese che forniscono in Nota Integrativa le informazioni richieste dai punti 3) e 4) dell’art.2428 c.c. sono esonerate dalla relazione sulla gestione (art 2435 bis co.7 c.c.).

Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata sono esonerate dalla redazione del rendiconto finanziario.

Le imprese che rientrano nella classe delle piccole imprese potranno comunque presentare il bilancio in forma ordinaria.

Bilancio micro-imprese

Sono considerate micro-imprese le società che nel primo esercizio o, successivamente, per i due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti (art. 2435 ter c.c.):

  1. Totale dell’attivo dello Stato Patrimoniale: € 175.000
  2. Ricavi delle vendite e delle prestazioni: € 350.000
  3. Dipendenti occupati in media durante esercizio: 5 unità

Il bilancio delle micro-imprese può essere composto da Stato Patrimoniale e Conto Economico per i quali sono previsti forma, struttura e contenuti uguali a quelli del bilancio in forma abbreviata.

Le imprese che rientrano nella classe delle micro-imprese potranno comunque presentare il bilancio in forma ordinaria o abbreviata.


Termini e modalità di presentazione del bilancio

L’art. 2364 c.c., richiamato per le S.r.l. dall’art. 2478-bis c.c., stabilisce che l’assemblea per l’approvazione del bilancio deve essere convocata una volta all’anno entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, ovvero oltre tale termine, ma entro 180 giorni, qualora lo statuto lo consenta, per le società tenute alla redazione del bilancio consolidato o qualora sussistano particolari esigenze relative alla struttura ed all’oggetto della società.

Il termine di presentazione del bilancio, con i relativi allegati, al Registro delle Imprese territorialmente competente, è fissato in 30 giorni dalla data di approvazione (art. 2435 c.c.). 

Al fine del computo del termine, in qualsiasi caso, il sabato e la domenica vengono considerati giorni festivi e quindi si considera tempestivo il deposito effettuato il primo giorno lavorativo successivo.

Dal 15 novembre 2011, in seguito alla modifica dell’art. 2630 c.c. (introdotta dall’art. 9 comma 5 della L. 180/11 “ statuto per le imprese” pubblicata sulla G.U n° 265 del 14/11/2011) le sanzioni nel caso di tardato deposito sono:

BILANCIO

  • € 91,56 per il Bilancio, se depositato entro i 30 giorni successivi alla scadenza
  • € 274,66 per il Bilancio, se depositato oltre i 30 giorni successivi al termine di scadenza

ELENCO SOCI

  • € 68,66 se depositato entro i 30 giorni successivi alla scadenza
  • € 206 se depositato oltre i 30 giorni successivi alla scadenza

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PEC
Per chi è obbligatoria la PEC

La PEC è diventata un obbligo per tutte le imprese dopo la conversione del Decreto Legge 179/2012 nella Legge 221/2012 che si affianca alle indicazioni contenute nella Legge 2/2009.

Di seguito si riporta l'elenco delle categorie soggette all'obbligatorietà della PEC e le date di entrata in vigore dell'obbligo:

PROFESSIONISTI

L'obbligo è scattato a partire da novembre 2009 nei confronti degli ordini e i collegi cui sono iscritti.

SOCIETA'

Le società devono dichiarare la casella PEC all'atto dell'iscrizione al Registro Imprese.

Da novenbre 2011, tutte le società (anche quelle già iscritte al registro imprese) devono aver dichiarato la casella PEC.

DITTE INDIVIDUALI

Le nuove Partite IVA e Ditte Individuali, compresi gli artigiani, devono dichiarare la casella PEC al momento dell'iscrizione al Registro Imprese.

Da fine Giugno 2013, tutte le ditte individuali devono aver dichiarato la casella PEC al Registro Imprese.

PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Devono dotarsi di caselle di posta certificata, se non lo hanno già fatto in base a norme precedenti.


Cosa è la PEC - posta elettronica certificata

La Posta Elettronica Certificata (detta anche posta certificata o PEC) è un sistema di comunicazione simile all'email con in più alcune caratteristiche di sicurezza e di certificazione della trasmissione che rendono i messaggi opponibili a terzi.

La Posta Elettronica Certificata consente di inviare/ricevere messaggi di testo e allegati con lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento.


Quando si usa la PEC

Di seguito riportiamo alcuni usi pratici, in questi casi dotarsi di pec è vantaggiosi sia in termini di tempo che di denaro.

  • mandare documenti a Enti e Pubbliche Amministrazioni
  • trasmettere documenti relativi a gare d’appalto
  • convocare consigli, giunte, assemblee
  • scambiare documenti tra aziende che mantengono relazioni commerciali
  • far girare le comunicazioni all’interno di strutture con molte sedi operative
  • gestire le comunicazioni ufficiali all’interno di “reti” di aziende o commerciali
  • inviare stipendi ai dipendenti.

La normativa consiglia l’utilizzo della PEC in molti contesti, sopratutto quando serve una prova certificata e con valore legale di invio e di consegna.


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HUB PEC
Inserimento caselle

La funzione permette di caricare nel sistema Legalmail HUB le caselle Legalmail da gestire. Le informazioni obbligatorie da inserire sono il nome della casella e le credenziali di accesso (user-id e password fornite dal titolare della casella).

Possono essere inserite ulteriori informazioni di supporto quali una descrizione della casella e il codice fiscale o Partita IVA del cliente, che permettono di collegare chiaramente la casella all’impresa titolare.


Lista caselle

Legalmail HUB dispone di una consolle di visualizzazione che mostra in un’unica lista tutte le caselle Legalmail gestite. Nella lista, oltre ad essere presenti i campi con tutte le informazioni della casella, sono evidenziati il numero di nuovi messaggi in entrata e i messaggi non letti. La lista può essere ordinata e filtrata con la possibilità di visualizzare solo le caselle che hanno nuovi messaggi o messaggi non letti. In qualunque momento è possibile effettuare l’aggiornamento (refresh) della lista per verificare l’ingresso di nuovi messaggi nelle diverse caselle gestite.


Gestione casella

Selezionando una casella della lista è possibile accedere alla webmail della stessa, senza dover digitare le credenziali di accesso. Da quel momento il gestore di Legalmail HUB ha a disposizione tutte le funzionalità della webmail della casella Legalmail e, in completa autonomia, può leggere i messaggi, inoltrarli, rispondere o crearne di nuovi. Su tutte le operazioni effettuate rimane traccia presso i sistemi InfoCert (log di sistema) secondo le regole indicate dalla normativa PEC di riferimento. 


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LEI
Cosa è

Il codice LEI (Legal Entity Identifier) è un codice univoco di 20 caratteri alfanumerici che identifica i soggetti giuridici che operano nei mercati finanziari.

E' stato implementato dopo la crisi finanziaria del 2008 per aumentare la trasparenza nel sistema finanziario a livello mondiale.


Obbligati

Il codice LEI è obbligatorio per tutte le entità giuridiche che operano in strumenti finanziari (ad esempio, compravendita di azioni, obbligazioni, derivati o mutui).


Carichi pendenti
Chi rilascia il certificato

Attualmente (in attesa dell’attivazione del casellario nazionale dei carichi pendenti) il certificato è rilasciato dalla Procura della Repubblica.


Impresa agricola
COLTIVATORI DIRETTI E IMPRENDITORI AGRICOLI

L’imprenditore agricolo è colui che esercita una delle seguenti attività previste dall’art. 2135 c.c.:

  • la coltivazione del fondo;
  • la selvicoltura;
  • l’allevamento di animali;

le attività connesse alle precedenti (sono ricomprese le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti ottenuti dalla coltivazione del fondo o del bosco ovvero dall’allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni e servizi mediante l’utilizzo di attrezzature e risorse dell’azienda, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità).

Il coltivatore diretto è l’imprenditore agricolo che gestisce l’impresa con le caratteristiche del piccolo imprenditore commerciale ovvero prevalentemente con il proprio lavoro o dei suoi familiari. Il lavoro manuale deve prevalere anche sul capitale investito e si differisce dall’imprenditore agricolo che si avvale principalmente di manodopera esterna.

Sono esonerati dall’iscrizione nel Registro delle Imprese gli imprenditori agricoli che, nell’anno solare precedente a quello dell’iscrizione, hanno realizzato o, in caso di inizio attività, prevedono di realizzare, un volume di affari non superiore a euro 7.000 (art. 2, comma 3, Legge n. 77/1977 e art. 34 D.P.R. n. 633/72), costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti agricoli e ittici.