Impresa agricola

COLTIVATORI DIRETTI E IMPRENDITORI AGRICOLI

L’imprenditore agricolo è colui che esercita una delle seguenti attività previste dall’art. 2135 c.c.:

  • la coltivazione del fondo;
  • la selvicoltura;
  • l’allevamento di animali;

le attività connesse alle precedenti (sono ricomprese le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti ottenuti dalla coltivazione del fondo o del bosco ovvero dall’allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni e servizi mediante l’utilizzo di attrezzature e risorse dell’azienda, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità).

Il coltivatore diretto è l’imprenditore agricolo che gestisce l’impresa con le caratteristiche del piccolo imprenditore commerciale ovvero prevalentemente con il proprio lavoro o dei suoi familiari. Il lavoro manuale deve prevalere anche sul capitale investito e si differisce dall’imprenditore agricolo che si avvale principalmente di manodopera esterna.

Sono esonerati dall’iscrizione nel Registro delle Imprese gli imprenditori agricoli che, nell’anno solare precedente a quello dell’iscrizione, hanno realizzato o, in caso di inizio attività, prevedono di realizzare, un volume di affari non superiore a euro 7.000 (art. 2, comma 3, Legge n. 77/1977 e art. 34 D.P.R. n. 633/72), costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti agricoli e ittici.